QUANDO I MEZZI A DISPOSIZIONE SONO ESTREMI, LA PESCA SI FA RUCCUTONA!
CON UN SEMPLICE KAYAK, PER NOI RUCCUTONI NA' CANOA, IL SAMPEI DELLA SITUAZIONE PESCA UN MARLIN DI SVARIATE LIBBRE: UN FENOMENO!
QUESTO TIPO DI PESCA SI CHIAMA TRAINA D'ALTURA. DI SOLITO VIENE FATTA CON BARCHE DI MODERATA GRANDEZZA, INVECE IL NOSTRO EROE PESCA DIRETTAMENE A REMI...
Mentalità Ruccutona...quando anche una partita a Texas Hold'em diventa spettacolo...
Questo articolo è dedicato a Federico.
Federico è un ragazzo di Roma scomparso nel corso della scorsa settimana. Si sa...il destino sa essere spietato, e con lui lo è stato.
Federico non era un mio "amico", non nel senso che do io a questa parola.
Ci conoscevamo da poco...amici in comune, amore smisurato per la musica...stesse passioni, stessa attitudine. Non ci è voluto molto per farmelo piacere. Del resto esiste un'umanità che ha scelto di calarsi nel presente e di affrontare la realtà con un ghigno e con le mani in tasca. Niente calcoli. Si è quel che si è. Sempre. Questa umanità è unita da una fratellanza che è spesso ignorata. Ma funziona. Basta incontrarsi nei posti giusti...basta che un amico in comune ci faccia fare conoscenza...et voilà, il gioco è fatto. E' incredibile come il muro di diffidenza che separa solitamente due persone che si son appena conosciute si sbricioli di fronte a poche precise parole d'ordine. Che poi son sempre le stesse. Musica (quella da noi snobisticamente definita con la "M" maiuscola). Football. Il tutto con piglio scazzato. Anche con Federico è più o meno andata così. E' bastato un attimo. Dopo pochi secondi che ci conoscevamo eravamo già lì a sparar cazzate. E a ridere. E a pavoneggiarci delle nostre conoscenze musicali..."Li hai sentiti i Twisted Wheel?"..."Sì, ho Lucy the Castle e We are us, ma devo ancora sentire un album intero"...sono situazioni grottesche perché siamo consapevoli che anche l'altro sappia, ma proviamo lo stesso a cercare di spiazzarlo. Senza riuscirci ovviamente.
Tutto questo è stato Federico per me. Poco? Probabilmente sì, ma se questo mi è già sufficiente per rimpiangerlo mi immagino lo stato d'animo di tutte le persone che gli erano vicine. Anche in quel maledetto momento in cui il destino ha deciso che il suo tempo era finito.
Ciao Federi'...non conosco modo migliore di salutarti, grazie alla musica ci siamo conosciuti e attraverso la musica ho intenzione di dirti ciao.
(anche se non è qui con me non ho dubbi che a questo ultimo saluto si associ anche Skapiat che da frequentatore di S. Lorenzo conosceva abbastanza bene Federico)
THE HORRORS - 18 NOVEMBRE 2009 - CIRCOLO DEGLI ARTISTI (ROMA)

Ore 20.30, arrivo con solito clamoroso ritardo all'appuntamento con OstiaLad e Lara all'Abbey Theatre.
Il socio di Ostia mi guarda in cagnesco e mi dice che sono una persona totalmente inaffidabile.
Io glielo confermo. Pretendere precisone da me è come sperare che Bondi sia sempre sincero quando parla di Berlusconi.
Cerco di fargli capire che con me è una battaglia persa. Ma so che per carattere non manderà mai giù sta cosa. Migliorerò.
Ad ogni modo butto giù una bella pinta ghiacciata di Guinness e via, si va al concerto.
L'impatto non è dei migliori. Biglietti finiti.
Cristo!
Ci aspetta ancora una mezz'ora di attesa.
Intanto OstiaLad bestemmia in aramaico. Mi sa che non è serata.
Tra una bestemmia e l'altra spunta fuori, come al suo solito ultimamente, il buon Kenneth ormai converitosi al Dio Rock. Mi vuole vendere un biglietto.
Mi vedo presentare anche Zuena e Simona che non vedevo dal tempo in cui vennero rase al suolo Sodoma e Gomorra. Una piacevolissima sorpresa.
Alla fine entriamo, ma l'umore di OstiaLad continua ad essere nero. Probabilmente voleva fare pan-dan cromatico con la band. Il concerto non gli piacerà.
A me sì!
Cazzo se mi è piaciuto.
Ma probabilmente è anche un fatto anagrafico. Sono grandicello e il mio orecchio è più avvezzo al sound proposto dalla band dell'Essex. Un oceano di feedback. Cascate di riverberi. Noise a tonnellate. Anti pop! Una delle cose meno radiofoniche ascoltate ultimamente. E questo è strano per un gruppo che comunque riempie il locale ed è giustamente considerato "di moda". L'attitudine rumorista me li rende simpatici a pelle.
Insomma...non il concerto della vita ma davvero un bel sentire. Gli Horrors non inventano nulla, mischiano garage (ben poco), punk (maggiormente presente nei brani del primo album), (quella che una volta era conosciuta come) new wave...il tutto shakerato con un'estetica quasi dark e comunque rimandante ai film horror di serie B degli anni 50/60. Joy Division meet Fuzztones per intenderci!
Certo...a me piace più il primo album (Strange House), ed in generale il gruppo è decisamente più credibile quando accelera ma non si può avere tutto dalla vita.
Intanto OstiaLad è fuori perché li trova tristi.
Forse ha ragione...ma questi sono i nipotini dei Joy Division, dei Misfits, dei Cramps, dei Cure (oh oh...non vi scaldate...la cosa è detta con rispetto) e non puoi aspettarti lo scazzo.
Concludendo...concerto da 7. Primo perchè son bravi e precisi nel suonare, secondo perché nel loro suono ci sento una serie di gruppi con cui in pratica son cresciuto (vedere sopra)...certo, togliessero qualche pezzo spaccamarroni sarebbe decisamente meglio.
BLACK LIPS - 20 NOVEMBRE 2008 - BLACK OUT (ROMA)

Questo breve articolo va letto in religioso silenzio.
Stampatevi la foto della band e inginocchiatevi.
Siete al cospetto di semi dei.
Sì...semi dei...son troppo sgangherati e fattoni per essere degli dei immortali. Sono più come Achille che come Zeus...il che li rende più fighi ai nostri occhi.
Sapevo che avrei assistito ad un evento ma, di grazia, non m'aspettavo quest'esperienza da brividi!
Al contrario di mercoledi stavolta fila tutto liscio. Niente ritardi. Bella forza...mi son dimenticato di cenare. Sta cosa mi costerà cara nel corso della serata.
Puntuale arrivo da Lara. Chiamo Broccoletto e soci. Alle...mmmhhh...alle? Non mi ricordo l'ora...comunque era presto...e io e Lara siam già dentro.
Cazzarola...proprio fico sto Black Out. Spazioso, areato, una bella pista, palco molto basso (eccellente). Me lo ricordavo ancora quando era il paradiso dei dark. Molto meglio ora. Probabilmente ha cambiato pure zona ma la mia memoria, come sempre, non m'assiste. Vabbe'...roba trascurabilissima.
Bene...Lara, bancone! Oh cazzo...c'è solo in barattolo. Io sto a stomaco vuoto e non posso buttarmi sulla vodka. E che palle! Decidiamo nostro malgrado di tracannarci birraccia in lattina. E saranno svariate nel corso dell'intera serata!
Intanto il posto si riempie. Non ci sarà il tutto esaurito. Ma c'era da aspettarselo, questi son tutto fuorché dei fighetti modaioli...niente MTV generation...casomai de-generation!
E non tardano a mostrarcelo.
Prima però ci sono i The Grannies, gruppo nostrano legato ad un più classico garage rock di stampo britannico, il suono che oggi va per la maggiore. Nonostante il cantante abbia una predilezione quantomai sospetta per il "leopardato" e nonostante il robusto chitarrista si presenti in canotta a costine devo ammettere che a me sto gruppetto non dispiace affatto. E' la seconda volta che li sento e devo dire che a me il piedino a tempo lo fanno muovere. Forse sarebbe meglio diversificare un pochettino la loro proposta musicale...ormai sto garage è davvero inflazionatissimo ma in fin dei conti sono abbastanza piacevoli da ascoltare e a loro probabilmente sta bene così!
Velocemente arriva l'ora dei semi-dei!
Mi risulta difficile farvi capire l'esperienza vissuta. Suonano con un'intesità semplicemente spaventosa...io son lì a guardarli a bocca aperta. Difficile anche riuscire a farvi capire che tipo di suono usciva dai loro amplificatori. Questi maltrattano letteralmente la tradizione rock americana (country e blues) con iniezioni di devastante garage punk...ma non solo...troppo facile...nel sound dei Black Lips non è difficile riscontrare anche il surf e molta molta acidissima psichedelia. Se avete capito, bene...altrimenti non mi va di torturarmi il cervello alla ricerca di definizioni...di un gruppo poi che è fondamentalmente non etichettabile.
Poi loro sono semplicemente allucinanti. Alla terza canzone erano già letteralmente zuppi di sudore. Sputavano ovunque. Il chitarrista riusciva a sputare in aria e a riprendere lo sputo al volo. Mentre suonava. L'ho amato! L'altro aveva i denti davanti d'oro. Un mito!
Suonano in pratica tutti i pezzi dei loro due album più noti ("Good bad not evil" e "200 million thousand")...segnalo le due perle "Katrina" e la fantastica "Bad Kids"...ma in realtà tutto ciò che hanno suonato è stato semplicemente superbo!
Noi siamo estasiati...Broccoletto mi ringrazia ancora.
Il concerto finisce. Ultime birre. Ultime chiacchiere. Lara ha sonno. Io ho fame. Decidiamo di andar via. Sosta al paninaro di Porta Maggiore. Mangio quasi all'alba un panino con salsiccia, formaggio, funghi e mayonaise. Mi salva la vita. Anzi no....c'avevano già pensato i Black Lips!
AMARI - 21 NOVEMBRE - CIRCOLO DEGLI ARTISTI (ROMA)

Non è colpa loro. Loro non c'entrano niente, davvero. E' che non puoi vedere gli Amari il giorno dopo dei Black Lips. E' come vedersi Albinoleffe-Pergocrema all'indomani del derby tra Rangers e Celtics. E' come passare dal Diavolo ad un ladro di galline. E' come doversi fare la Litizzetto dopo aver fatto sesso con Belen Rodriguez. Insomma...il confronto è da evitare.
Gli Amari sono un onestissimo gruppo pop italiano. Delicati. Educati. Gentili. Non alzano mai lo voce e se lo fanno chiedono il permesso prima. Una sorta di Velvet un po' più ricercati...ma manco tanto. A me hanno ricordato i primi Tiromancino. Come loro danno il meglio sui pezzi ballabili. Il resto mi lascia abbastanza indifferente.
Al concerto vado con Zucculona, Broccoletto, Giulio e rispettive donne.
Alla fine decidiamo...non è vero...alla fine io e Zucculona decidiamo di cambiare location e con l'inganno ci portiamo anche il resto della cricca!
CAROTE SBRICIOLATE - 21 NOVEMBRE - CONTESTACCIO (ROMA)

Il posto scelto per terminare la serata è Contestaccio, piccolo ma accoglientissimo locale in zona Testaccio. Una fatica della madonna arrivarci...il quartiere è pregno di posti dove ballare e abbiamo dovuto fare file interminabili prima di arrivare a destinazione.
Arrivati ci accoglie un cartello "PIENO"...ma noi l'ignoriamo ed entriamo tranquillamente. C'è un gruppo allucinante che suona. Non mi chiedete nulla di loro. So solo che avevano una strumentazone da sturbo (roba vintage davvero notevole...per un attimo abbiam pensato di seguirli e fregargli tutto) ma facevano letteralmente cagare. Il cantante assomigliava al comico Cornacchione. La pista si svuota alla seconda canzone. Noi ne approfittiamo per buttare giù qualche pinta.
Poi finalmente tocca alle Carote Sbriciolate.
Loro stessi non si definiscono...anzi, una volta son riuscito a cavargli "bastrd pop"! Devo dire che ci sta. Fate uno sforzo e immaginatevi i Rancid alle prese coi Subsonica...più o meno il sound è quello.
Sarà la quinta/sesta volta che li ascolto...mai visto suonare due volte la stessa canzone...nel senso che le cambiano in continuazione. Credo che troveranno pace solo quando incideranno sto cazzo di primo album.
Che dire di loro. Bravissimi. Come sempre. Infatti la pista si riempie in un attimo. Tiratissimi i pezzi (ohi...non in quel senso....fattoni!) e buona tenuta del piccolo palco.
Propongono anche un pezzo nuovo che mi piace...ma ormai ero abbastanza sbronzo e non ricordo il titolo.
Alla fine ricordi vaghe di femmine che Simona e Sirio carinissimamente provano a spignermi...ma ero cotto e poi non è periodo.
Stanchi morti torniamo a casa in un orario non ben definito. Dopo il parcheggio il buio. Mi sembra un ottimo prezzo da pagare per serate così!
VENERDI' 20 NOVEMBRE - BLACK OUT ROCK CLUB (ROMA) - THE BLACK LIPS + THE GRANNIES


SABATO 21 NOVEMBRE - CIRCOLO DEGLI ARTISTI (ROMA) - AMARI + DJ SET

La rubrica tanto attesa è di nuovo tra noi, questa volta con un successo di un altro F. D. M.: il semi-noto FEDERICO SALVATORE.
Con la sua vena ironico/morto di FAME, si cimenta nell'arte del cantautore napoletano. Il genere DIVERSO riesce negli anni '90 a conquistare una modesta fetta di pubblico TARPANO/RUCCUTONE.
Giusto segnalare questo "ARTISTA", che mi fa PENSARE: SENTIR CANTARE "DA TERRACINA COL FURGONE" O ALTRI INSULTI ALLA NOSTRA AMATA CITTA' PROVENIENTI DA UNO DI QUELLI CHE OGNI ESTATE BIVACCA SUL NOSTRO LITORALE, AFFITTA APPARTAMENTI PER 4 PERSONE E SI PRESENTA CON ALTRI 100, DORME CON LE TENDE, NON PARLA ITALIANO FA VERAMENTE INCAZZARE .....E MAGARI VENISSERO CON I FURGONI....
PENSATE CHE ABBIA SBAGLIATO FOTO???? NO... QUESTO E' UN GRUPPO DI NAPOLETANI ABBRONZATI!
AZZ.....
Corretto da: Gruppo Giovedì& Special Rucc I RUSC'!
Breve ma doverosa premessa: se fossi un cazzutissimo critico cinematografico, starei qui a consigliarvi papponi giapponesi con 30 minuti di immagini senza dialoghi, o pellicole francesi su amore e psiche che lasciano un senso di vuoto in tutto il corpo tranne che nelle parti basse. Per cui va detto che questa commedia riprende para para la trama di “Quella sporca ultima meta” riportandola nel calcio, e lo scontatissimo canovaccio è condito da stereotipi sul popolo britannico e sul mondo del Calcio abbastanza risaputi. Detto ciò, a noi ruccutoni interessa farci quattro risate con il grande Vinnie Jones, che stavolta è protagonista sul grande schermo impersonando Danny Mehaan, un ex capitano della nazionale inglese caduto in disgrazia tra alcool e risse. Per questo finisce in prigione, dove è poco gradito tra i detenuti per una partita venduta contro la Germania. Il direttore vorrebbe fargli guidare la squadra dei secondini in Southern Division, ma il capo di questi si oppone, quindi Danny propone una sfida precampionato tra secondini e detenuti, che ovviamente saranno capitanati da lui. Non proseguo a raccontarvi cose tra l’altro abbastanza prevedibili, ma vi assicuro che è facile riconoscersi in certi atteggiamenti della banda di galeotti alle prese con una partitella di calcio che diventa una questione più seria di quello che è: i dialoghi per capirci sono sullo stile “Robbi i Ruc”. Esilarante la scena in cui Vinnie, finito di spiegare la parte tecnica, lascia la scena al “Monaco” (un folle scozzese in isolamento) e “Billy la Piattola” (impersonato da Danny Dyer, quello di “Curve Infuocate”) che devono rappresentare trucchi e scorrettezze da applicare ai secondini. Anche la partitella non è da meno, con “il Monaco” flashatissimo portiere a farla da padrone. Insomma, se un giorno da Blockbuster vi ritroverete con “Mean Machine” nella mano destra e un film dei Vanzina nell’altra, vi consiglio di amputare la mano sinistra… no scherzo!... godetevi questo film, se non l’avete già fatto, evitando di giudicarlo. In fondo l’insegnamento viene proprio dal vecchio detenuto Doc (David Kelly l’attore) che sconta per tutta la vita la sua gravissima colpa, senza la pretesa di essere compreso.
GORDON
Quando l'ho letto ho immediatamente pensato ad un'allucinazione, ma, facendo mente locale, mi son ricordato che con gli acidi ho smesso da tempo immemore. Poi ho pensato ad uno sbaglio, di aver semplicemente letto male...dopo averlo letto altre due volte ho convenuto che non c'era alcun errore. Allora dev'esser stato scritto da uno che bazzica curve da decenni, da qualcuno che abbia sul groppone una solida esperienza di curva...manco pe' niente, si tratta di un giornalista del Corriere della Sera (tal Roberto Stracca che mai come questa volta ho il piacere di citare). Accertatomi che quest'articolo non è frutto della mia fantasia, che non si tratta di un errore di stampa e che è stato scritto da un vero giornalista, ho, per la prima volta, il piacere di farvi leggere una delle primissime cose sensate sul mondo ultras pubblicate da un quotidiano nazionale...c'è davvero da darsi dei pizzicotti per accertarsi di essere svegli...davvero complimenti...
Non ghettizzare un non-movimento che sa aggregare
Che cosa resta della massiccia (considerando che non c’erano treni e pullman gratis come in altre occasioni, ma tutti sono arrivati con mezzi propri) manifestazione ultrà a Roma? Che fare dopo che oltre seimila ultrà (secondo il tg di La7) hanno attraversato le strade della capitale urlando qualche slogan pesante ma “in modo assolutamente pacifico” (come hanno sottolineato tutti i notiziari televisivi che hanno dato ampio risalto all’evento)? Che ne sarà della tanto discussa “tessera del tifoso” dopo che tanti ragazzi (“se sono uniti non verranno mai sconfitti”, lo slogan mutuato da una canzone degli Sham 69) hanno detto, scritto, urlato il proprio no.
Se gli ultrà fossero un movimento politico, le agenzie di stampa avrebbero già battuto fiumi di dichiarazioni con decine di politici pronti a dire che “è una piazza che deve essere ascoltata”. Qualche politico, a dire il vero, ha manifestato con loro. Come l’ex sottosegretario all’economia, Paolo Cento, esponente di Sinistra e Libertà (ma c’era anche Alessadnro Cochi, delegato allo sport del sindaco di Roma, Alemanno). Ma gli ultrà, in genere, non piacciono troppo ai politici. E non perché ieri hanno scritto “Sì alla tessera del parlamentare”. “Stanno sulle balle – come ha spiegato, tempo addietro, Enrico Brizzi al Corriere- perché ragionano con la propria testa”.
Gli ultras non sono un movimento, come dimostra il fatto che alcune tifoserie si sono dissociate dal corteo di Roma. E forse non lo saranno mai. Troppe divisioni al proprio interno. La sbandierata “mentalità ultras” ha varie interpretazioni a seconda della latitudine del gruppo. Ma sono una grande realtà aggregativa. Forse l’ultima grande polo di aggregazione in una società sempre più liquida. Basti pensare al fatto che tanti ragazzi scelgono di essere ultrà nonostante godano di una pubblicistica peggiore dei terroristi.
Certo in mezzo c’è chi ne approfitta per far propaganda politica, chi delinque perché delinque abitualmente, chi spaccia droga, chi compie atti violenti perché violento. Vanno puniti con lo stesso metro di giudizi di chi compie simili atti per strada, in discoteca, in un pub. Senza che nessuno chieda che si chiudano, strade, discoteche e pub o che Altrimenti andrebbero chiuse discoteche, e via discorrendo. Una politica di pura repressione non porta da nessuna parte. Anzi fa solo il gioco di chi vuole pescare in acque torbide . C’è stato un momento di leggi speciali necessarie dopo la tragica morte dell’ispettore Raciti. Ma non si vive di emergenza. Né ghettizzando una forza viva per colpa delle mele marce.
Siamo sempre più grati a chi ha lottato per l'abbattimento del muro di Berlino...mica perché siamo anticomunisti (stigrancazzi)...no no...grazie alla caduta del muro e al disfacimento dell'URSS ora possiamo finalmente sposare le sempre più condivisibili cause delle giovani ukraine...MENTALITA' RUCCUTONA si unisce a prescindere a qualunque forma di protesta del gruppo femminista FEMEN...GOD SAVE UKRAINA!!!
Doverosi saluti a 3 ruccutoni doc, 3 pezzi da novanta della vecchia Piazza Garibaldi...ci lasciano per sbarcare il lunario in Costarica...sappiamo fin da ora che sapranno cavarsela alla grande...comunque, un enorme in bocca al lupo al Kaimano, Ferru e Fofò!